20 gennaio 2020   21:30

“Io non mi sono mai ritenuto un regista: pensavo che la mia unica missione fosse cambiare il mondo”
Bela Tarr

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lunedì 20 gennaio, ore 21.30

NIDO DI FAMIGLIA
(CSALÁDI TŰZFÉSZEK)
DI BELA TARR 
B/N, VOST / DURATA 108 MIN / UNGHERIA / 1979
Tornato dal servizio nel corpo militare di stato, Laci è costretto a vivere con la moglie operaia Irén e la figlioletta nell’angusto appartamento dei suoi genitori, in attesa che il piano alloggi gliene fornisca uno. Il padre di Laci mal sopporta la nuora, imputandole l’incapacità tanto di educare la bambina quanto di mettere da parti soldi per far fronte alle spese comuni.
Le incomprensioni crescenti porteranno all’inevitabile frattura del nucleo famigliare.
HOTEL MAGNEZIT
DI BELA TARR 
B/N, VOST / DURATA 12 MIN / UNGHERIA / 1978
Tibi Szepesi, un operaio ormai prossimo alla pensione, viene licenziato dalla fabbrica in seguito al furto di un motore. Dovrà abbandonare anche l’alloggio riservato ai dipendenti, ma lui, che è stato tenente dell’aeronautica e ha combattuto nell’ultima guerra, si oppone disperatamente alla decisione.

Introduzione critica a cura di Cecilia Ermini, critica cinematografica e programmer. Scrive per Alias/Il manifesto e collabora con riviste di critica online come Uzak e Sentieri Selvaggi. Dopo aver fatto parte del comitato di selezione del Festival del Cinema di Roma, diretto da Marco Müller, attualmente lavora per la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro e per il festival I Mille Occhi diretto da Sergio Grmek Germani.

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lunedì 27 gennaio, ore 21.30

PERDIZIONE
(KÁRHOZAT)
DI BELA TARR 
B/N, VOST / DURATA 116 MIN / UNGHERIA / 1987
Karrer vive già da anni come tagliato fuori dal mondo, lontano da tutto. Passa il suo tempo osservando le benne della teleferica che si allontanano all’orizzonte, o vagabondando senza meta, sotto una pioggia incessante, per chiudere invariabilmente le sue giornate, qualunque sia la direzione presa la mattina, nella medesima taverna. Un giorno decide di coinvolgere nei suoi loschi affari il marito della cantante del Bar Titanic, per poter così avvicinare la giovane donna. Riesce ad allontanare l’uomo per qualche giorno, con la complicità di Willarsky, suo amico e proprietario del bar. Gli slanci affettivi mutevoli che caratterizzano i rapporti tra questi quattro personaggi indissolubilmente legati gli uni agli altri dai loro interessi e sentimenti, provocano tra di essi conflitti e ravvicinamenti disperati.

Introduzione critica a cura di Andrea Pastor, come docente di storia del linguaggio cinematografico ha tenuto per alcuni anni dei seminari alla facoltà di Magistero di Genova, alla facoltà di lettere di Firenze, e all’Università Statale di Milano. Attualmente insegna al Cisa, Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive Pio Bordoni, di Locarno. Come critico cinematografico fa parte del direttivo della rivista mensile ‘Filmcritica’. Come filmmaker ha girato alcuni corti e un lungometraggio ‘Con Dax nel cuore’, in concorso nel 2003 al  TorinoFilmFestival.

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lunedì 03 febbraio, ore 21.00 

LE ARMONIE DI WERCKMEISTER
(WERKMEISTER HÁRMONIÁK)
DI BELA TARR 
B/N, VOST / DURATA 145 MIN / UNGHERIA / 2000
Nella piazza di un paesino della pianura ungherese, una notte, si installa un camion che trasporta, come attrazione da fiera, il corpo impagliato di un’enorme balena. La accompagna, insieme all’imbonitore, uno strano essere – chiamato il Principe – che presto profetizzerà fine e distruzione. Il giovane postino János assiste impotente al disfacimento dello stato civile e ad un’ondata di immotivata violenza partita dagli stessi abitanti del luogo.

Introduzione Critica a cura di Luis Fulvio Baglivi, archivista per la Cineteca Nazionale, autore per Fuori Orario, e regista di cortometraggi (Coda, Il futuro di Era). Il suo documentario ’77 No Commercial Use (2017) è stato presentato, tra gli altri, al Torino Film Festival e a Rotterdam.

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lunedì 10 febbraio, ore 21.00

IL CAVALLO DI TORINO
(A TORINÓI LÓ)
DI BELA TARR 
B/N, VOST / DURATA 149 MIN / UNGHERIA, FRANCIA, GERMANIA, SVIZZERA / 2011
Liberamente ispirato a un episodio che ha segnato la fine della carriera del filosofo Friedrich Nietzsche. Il 3 gennaio 1889, in piazza Alberto a Torino, Nietzsche si gettò, piangendo, al collo di un cavallo brutalizzato dal suo cocchiere, poi perse conoscenza. Dopo questo episodio, che costituisce il prologo del film, il filosofo non scrisse più e sprofondò nella follia e nel mutismo. Su queste basi, The Turin Horse racconta la storia del cocchiere, di sua figlia e del cavallo, in un’atmosfera di grande povertà che anticipa la fine del mondo.

Introduzione critica a cura di Sergio Sozzo, direttore editoriale di www.sentieriselvaggi.it è anche docente del percorso Biennale di critica cinematografica e dei corsi Prodotti generi e format, Scritture e Internet del percorso Unicinema alla Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi, dove cura anche la selezione e l’organizzazione delle rassegne e delle proiezioni, e gli incontri con gli ospiti. Dal 2012 tiene il laboratorio di critica cinematografica per gli utenti del Centro Diurno “Pasquariello” di Roma. Come saggista cinematografico ha pubblicato per Filmcritica, Empire, Le Mani, Bietti, Castelvecchi, Sovera e altri. È nello staff del festival Laceno D’oro.

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Nel Foyer, per tutta la durata della rassegna, sarà proiettato Satantango.

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Ingresso alle proiezioni € 7,00 / Ridotto soci € 5,50