mercoledì 22 gennaio
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mercoledì 22mer
22
  • 21:00
Ingresso ridotto 5€ per gli associati a Tarantarci Perugia. (Prevendite disponibili presso Associazione Tarantarci Perugia).
Francesca Olivieri
Un film di Francesca Olivieri. Con Caterina Misasi, Anna Stratigò, Brixhilda Shqalsi.
Titolo originale id.. Docu-fiction, durata 80 min, colore - Italia, 2009 - LAGO Film.

Arbëria. Il docufilm opera prima della regista calabrese Francesca Olivieri, indaga i legami forti e l’eredità culturale delle comunità arbëreshë che ancora sopravvivono in alcuni piccoli borghi di Calabria e Basilicata.

Mercoledì 22 gennaio al PostMod la regista presenta il suo film al pubblico. Durante la serata contributo musicale in arbëreshe, dal vivo.

Aida Greco è una sarta che ha imparato questo mestiere da suo padre. La donna vive in una grande città, dove ha aperto un atelier di moda. Aida è originaria di un villaggio ai piedi del Pollino, al confine tra Calabria e Basilicata, dove sono mantenute in vita le tradizioni e la lingua di una minoranza, quella degli Arbëreshë.
Quando Aida deve tornare a casa della sua famiglia, per commemorare la morte del padre, rivive alcuni conflitti con il fratello Ascanio. Inoltre, nelle sue visioni ad occhi aperti e nei suoi incubi notturni, la donna si ricorda del sentimento di vergogna che ha provato per la sua appartenenza a questa minoranza. Durante questo soggiorno rivede sua nipote,
Lucia, una ventenne audace e fiera delle sue origini. Tra le due donne nasce una solidarietà, fatta di confessioni intime e di un’ironia comune. Aida riscopre così, la sua appartenenza a questo popolo, accogliendo quella vergogna e trasformandola in qualcosa che forse può aiutarla a capire sé stessa. Quando fa ritorno nella sua città, la donna ha la giusta distanza per analizzare tutte le emozioni che ha provato durante il suo viaggio in Arbëria.
Un anno dopo ritorna al villaggio di famiglia, per celebrare le nozze di Lucia. I sentimenti soffocati della donna, si trasformano però, in una serie di incubi che coinvolgono il destino di quel villaggio di montagna e il suo legame con la sua terra.

Attraverso gli occhi della protagonista, la regista – la cui famiglia ha origini nel piccolo borgo arbëreshë di Santa Caterina Albanese – vuole affrontare il tema della riscoperta delle proprie origini e, soprattutto della ricucitura degli strappi con essa e i suoi stringenti vincoli. Il film non racconta solo le vicissitudini della protagonista, ma si fa carico anche del ricordo di un’intera comunità, quella degli arbëreshë, che ha dato origini al territorio dell’Arbëria – un enclave di Albania in Italia – per sfuggire dalle persecuzioni subite tra il XV ed il XVIII secolo, e la cui cultura oggi rischia di scomparire sotto il peso di una omologante cultura globale.
È un conflitto tra tradizione e modernità quello attraversato dalla protagonista del film all’interno di questa aerea geografica e sentimentale, l’Arbëria, che di fatto non esiste. La donna vive una vera nostalgia dell’appartenenza, un sentimento comune dei tempi moderni che paralizza il presente e sterilizza il futuro di molti, sempre alla costante ricerca di se stessi e della propria identità.

Francesca Olivieri si è formata a Bologna, dove si è laureata in Discipline Semiotiche e ha iniziato a lavorare sui set come aiuto regista. Ha continuato la sua formazione professionale in Francia, dove ha affiancato documentaristi e registi televisivi. Si è avvicinata alla scrittura e alla regia frequentando la scuola di Marco Bellocchio.
Arbëria è la sua opera prima.

Note di regia

La storia di Arbëria è ispirata alle vicende di alcune donne della mia fagrafici con la modalità narrativa dell’auto-fiction, cercando di ricreare una grazia nell’ invenzione del reale.
Il soggetto in questione è evidentemente personale, sono a mia volta una giovane donna migrata, e spero che questa storia di generosità umana possa interessare un pubblico disperso culturalmente.
La dispersione del sangue, la doppia cultura, l’appartenenza etnica rifiutata, oppure nascosta, questi sono i temi che mi hanno ispirato.
Filmare questa storia in una comunità arbëreshë è anche un atto politico: ho capito che la storia e l’attualità di questo popolo sono un paradigma di tutte le minoranze etniche che subiscono un decadimento.
Ho voluto raccontare la storia di un individuo sradicato che vive
una vera nostalgia dell’ appartenenza. Ho quindi deciso di parlare del rapporto di una donna con le sue origini, soprattutto per rendere omaggio alle donne arbëreshë che sono state capaci di elaborare vecchio e nuovo, mantenendo la loro lingua e i costumi in equilibrio tra senso della memoria e desiderio di Emancipazione.
Francesca Olivieri

Evento organizzato in collaborazione con Tarantarci Perugia.