1 - 8 dicembre
ORARI (click per mostrare/nascondere)
sabato 4sab
04
  • 19:00
domenica 5dom
05
  • NON PROGRAMMATO
lunedì 6lun
06
  • 19:00
martedì 7mar
07
  • NON PROGRAMMATO
mercoledì 8mer
08
  • 19:00
Mercoledì ingresso al prezzo speciale di € 4,00
Yuri Ancarani
Un film di Yuri Ancarani. Con Daniele Barison, Maila Dabalà, Bianka Berényi, Jacopo Torcellan, Alberto Tedesco.
Titolo originale Atlantide. Documentario, durata 104 min, colore - Italia, Francia, USA, Qatar, 2021 - I Wonder Pictures.

Direttamente dal Concorso Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia e da Alice nella città, con una storia interamente filmata sull’isola lagunare di Sant’Erasmo, arriva al cinema l’evento ATLANTIDE di Yuri Ancarani.

Daniele è un giovane di Sant’Erasmo, un’isola della laguna di Venezia. Vive di espedienti, ed è emarginato anche dal gruppo dei suoi coetanei, i quali condividono un’intensa vita di svago, che si esprime nella religione del barchino: un culto incentrato sulla elaborazione di motori sempre più potenti, che trasformano i piccoli motoscafi lagunari in pericolosi bolidi da competizione. Anche Daniele sogna un barchino da record, che lo porti in testa alla classifica. Ma tutto ciò che fa per realizzare il suo sogno e guadagnarsi il rispetto degli altri finisce per rivoltarglisi contro, tragicamente. Il degrado che intacca le relazioni, l’ambiente e le pratiche di una generazione alla deriva viene osservato attraverso gli occhi del paesaggio senza tempo di Venezia. Il punto di non ritorno è una balorda, residuale storia di iniziazione maschile, violenta e predestinata al fallimento, che esplode trascinando la città fantasma in un trip di naufragio psichedelico.

«Atlantide è un film nato senza sceneggiatura. I dialoghi sono rubati dalla vita reale, e la storia si è sviluppata in divenire durante un’osservazione di circa quattro anni, seguendo la vita dei ragazzi.
Questo metodo di lavoro mi ha dato la possibilità di superare il limite di progettazione tradizionale nel cinema: prima la scrittura e poi la realizzazione. Così il film ha potuto registrare in maniera reattiva questo momento di grande cambiamento di Venezia e
della laguna, da un punto di vista difficile da percepire, attento allo sguardo degli adolescenti.
Il desiderio di vivere così da vicino le loro vite, dentro i loro barchini, ha reso possibile tutto il resto: Il film si è lentamente costruito da solo.» – Yuri Ancarani

«Filmmaker e video-artist Ancarani lavora tra documentario e cinema. Non rispetta delle strutture narrative, non sono importanti. Si abbandona sotto cassa al flusso di immagini. E se Fasano si appropriava del linguaggio del videogame, il regista di Rimini si appropria del videoclip e ne fa centro del suo progetto filmico. La macchina viene presa d’assalto, il film procede tra grossi blocchi di videoclip Trap a bordo barca, dove l’unica cosa importante è prendersi la scena. I suoi personaggi sfondano la quarta parete, entrano in contatto diretto con lo spettatore per sedurlo. Finalmente sono al centro del fotogramma. Spingono ed eccedono, finalmente visibili, finalmente protagonisti nonostante siano cartacce in mezzo ai vicoli di Venezia. E si fanno trasportare dal vento e dall’acqua che li attira come una sirena sempre più verso il baratro di una città da dominare, come la vita, prima che tutto diventi acqua, prima che tutto affondi per sempre.» – Carmelo Leonardi, Sentieri Selvaggi

 

L’ingresso in sala è consentito solo mostrando il proprio Green Pass (esclusi under 12).

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