PROGRAMMAZIONE CONCLUSA
Un film di Mila Turajlic. Con Josip Tito, Richard Burton, Sofia Loren, Orson Welles.
Titolo originale Cinema Komunisto. Documentario, durata 100 min, colore - Serbia, 2010 - Cineclub Internazionale.

Cinema Komunisto ci fa viaggiare attraverso i resti dell’industria cinematografica di Tito, esplorando l’ascesa e la caduta dell’illusione cinematografica chiamata Jugoslavia. Utilizzando rare riprese tratte da decine di film jugoslavi dimenticati, così come inediti materiali d’archivio provenienti da set di film e proiezioni private di Tito, il documentario ricostruisce la narrazione di un Paese, le storie raccontate sullo schermo e quelle nascoste dietro di esso. Stelle come Richard Burton, Sofia Loren e Orson Welles aggiungono un tocco di glamour allo sforzo nazionale, apparendo in super-produzioni finanziate dallo Stato. Leka Konstantinovic fu il proiezionista personale di Tito, per 32 anni. In quel periodo, mostrò al Presidente della Jugoslavia un film ogni notte, per un totale di 8801 film. Insieme a registi jugoslavi, come quello preferito di Tito, star cinematografiche, compreso il più famoso attore di film di parte, al capo degli studi centrali cinematografici con collegamenti con la polizia segreta – tutti raccontano come la storia della Jugoslavia sia stata costruita sullo schermo.

Nota del regista Mila Turajilic

Come sceglie un Paese la storia per raccontare se stesso? Se dovessi scegliere una parola per descrivere la crescita in un Paese che ha cambiato nome 4 volte negli ultimi quindici anni, sarebbe discontinuità. Distruggere il passato in nome di un nuovo inizio è diventato il segno distintivo della nostra storia, e ogni nuova rottura con il passato richiede una riscrittura.
In un certo senso gli studi Avala Film sono il luogo di nascita dell’illusione jugoslava . Per me rappresentano un punto di partenza promettente – il crollo di set cinematografici può rivelare qualcosa circa il crollo della scenografia in cui stavamo vivendo. Ho iniziato ad andare negli studi Avala Film quando ero studentessa in una scuola di cinema. Inviata lì per ottenere attrezzature per un film da studente, mi sono trovata sopraffatta dalla atmosfera del luogo. Era immenso, una città fantasma di set abbandonati e in putrefazione, attrezzature datate, studi cinematografici vuoti e tecnici disoccupati. E nessuno mi aveva mai detto niente di tutto questo. Volevo fare un film su come i film sono stati usati per scrivere e ri-scrivere la storia, per fornire immagini di una narrazione che è diventata la chiamata unificante della Jugoslavia.

All’inizio ho deciso diesplorare gli Avala Film Studios, con l’obiettivo di scoprire e filmare ogni angolo nascosto. Ho cominciato a intervistare decine di vecchi lavoratori jugoslavi del mondo del cinema, parlare con loro dei vecchi tempi, ma anche a ricercare indizi su come il cinema abbia giocato un ruolo nella formazione della società jugoslava. Un tema costante che continuava ad emergere nella
mia ricerca era il ruolo di Tito nel cinema. Un aneddoto ampiamente conosciuto nella ex Jugoslavia è quello secondo cui Tito era un grande amante dei film, e quando ho appurato con la mia ricerca il vero ruolo da lui svolto dietro le quinte, la storia ha guadagnato un
altro livello: l’uomo che scrive il destino di un Paese è stato anche il regista dei suoi film. E’ allora che ho incontrato Leka Konstantovic –
proiezionista personale di Tito per 32 anni. Leka aveva concesso una sola intervista nella sua vita, ed è stato in un primo momento molto
reticente a parlare davanti ad una macchina da presa. La sua partecipazione fornita al film è il centro emozionale, l’intimo, la visione da vicino che lega davvero insieme i grandi eventi storici con la visione dal “buco della serratura” di un uomo che li plasma.

Il fiore all’occhiello è stato sicuramente il filmato di Tito sul set di un film, mentre osserva Richard Burton recitare il suo ruolo, guardando di trasverso in camera, controllando il tiro. Nell’archivio privato di Tito abbiamo trovato la prova della sua passione e del coinvolgimento nel cinema: copie di sceneggiature dove ha scritto le sue note a margine, Lettere da Carlo Ponti che gli offre copie di film da guardare, foto di Sophia Loren e Tito in cucina, mentre cucinano…