martedì 26 luglio
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martedì 26mar
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  • 21:30
NottiMagiche, arena cinematografica al Borgo Antico di Collestrada
Ryûsuke Hamaguchi
Un film di Ryûsuke Hamaguchi. Con Hidetoshi Nishijima, Tōko Miura, Masaki Okada, Reika Kirishima.
Titolo originale Doraibu mai kā. Drammatico, durata 179 min, colore - Giappone, 2021 - Tucker Film.

Drive My Car. Vincitore del Premio Oscar e del Golden Globe 2022 come Miglior Film straniero, Miglior Sceneggiatura a Cannes 2021.

Kafuku, un attore e regista teatrale che non riesce a superare la perdita della moglie Oto, accetta di dirigere Zio Vanja per un festival di Hiroshima. Lì conosce Misaki, una giovane donna silenziosa incaricata di fargli da autista e di guidare la sua macchina. Viaggio dopo viaggio, superate le reciproche riluttanze, Kafuku e Misaki lasceranno affiorare segreti e confidenze…

«Perché ho voluto girare un film basato sul racconto di Murakami? Perché in Drive My Car le interazioni tra Kafuku e Misaki, i due personaggi principali, avvengono all’interno di un’auto. E questo ha innescato i miei ricordi. Certe conversazioni, conversazioni intime, possono nascere solo all’interno di quello spazio chiuso e in movimento. Un luogo, in realtà un non-luogo, che ci aiuta a scoprire aspetti di noi stessi mai mostrati a nessuno. O pensieri che, prima, non sapevamo esprimere con le parole.»Ryûsuke Hamaguchi

«Drive my car rispecchia perfettamente la particolare poetica del suo regista: la struttura portante della narrazione non è la trama, ma i personaggi che ruotano intorno ad essa e le relazioni che creano tra di loro. Hamaguchi scrive sempre storie semplici così da lasciare ampio respiro all’approfondimento dei temi che ha intenzione di trattare tramite l’uso delle parole e dei dialoghi. Drive my car è un film parlato quasi fino alla nausea, un film di infiniti viaggi in macchina che scavano ed esplorano l’anima dei protagonisti, lascia da parte il lato più tecnico e visivo per concentrarsi sui volti, continui campo-controcampo per costruire dialoghi in grado di decostruire e analizzare la complessità di un regista teatrale stanco, incastrato in un passato che non riesce ad affrontare e quella di un’autista capace solo di guidare.» – Federico Metri, The Hot Corn

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