PROGRAMMAZIONE CONCLUSA
Carlo Michele Schirinzi
Un film di Carlo Michele Schirinzi. Con Stefano De Santis, Salvatore Bello, Fulvio Rifuggio, Aldo Immacolato, Guido Casciaro.
Titolo originale I resti di Bisanzio. Drammatico, durata 80 min, colore - Italia, 2014 - Lost & Found.

I resti di Bisanzio. Secondo appuntamento con la selezione dei Lost & Found.  Il regista Carlo Michele Schirinzi incontrerà il pubblico del PostModernissimo.

Una terra condannata a lievi spostamenti tellurici, a guerre inventate, a fortificazioni inutili, a vani attracchi, a finti abbagli culturali: il film è un intimo ritratto del Basso Salento dedicato a chi è naufrago nella propria vita. Non c’è storia ma azioni.
La Storia è già stata e i personaggi sono rimasti fuori, esclusi a loro insaputa, non sappiamo se a danno o per fortuna (l’ultimo atto storico fu nei primi anni 90 quando l’Adriatico vomitò il grande sbarco albanese, lo stesso Adriatico che cinquecento anni prima portò i turchi a compiere l’iconoclastia umana ad Otranto).
Il protagonista – eremita senza tempo, contemporaneamente invasore ed invasato – inala l’ossigeno che solo le immagini incendiarie riescono a donargli: è un piromane visionario ed impotente…non riuscendo a creare, con occhi e mente distrugge.
Il film vuol ritrarre l’assenza d’identità di questo luogo, identità che oggi si cerca dannatamente di costruire senza tener conto del quotidiano spietato che si srotola sotto i nostri occhi lasciandoci in balìa del tempo che fugge, stranieri nella nostra stessa casa: accasciati dal pattume odierno, non ci curiamo del marcio che scorre come un fiume impazzito tra le rocce carsiche nascoste sotto la terra degli ulivi secolari.
Scontrarsi col dramma non vuol dire ‘raccontarlo’: è una continua ed estenuante battaglia che non dà tregua perché contro ogni forma di storia, contro il voler a tutti i costi dare un sol senso, incanalare in un’unica rotta. Il film non vuole essere consolatorio o anticonsolatorio ma documentare un caos d’affetti, un’implosione di sentimenti in grado di percuotere il contemporaneo con le sue stesse armi: la vita non si racconta ma si attraversa, a volte senza direzione poiché il reale non appartiene alla Storia – i ricordi sono immagini –, la Storia è appiccicata dopo, quando l’incendio ha ceduto il posto alla cenere. Se il reale è incendiario, è con il fuoco che bisogna catturarlo, con l’immagine già satura di secolare dramma.

…chiudere gli occhi e non ascoltar parole è un diritto di chiunque, un diritto di critica alla galoppante globalizzazione, ai catastrofici tentativi di omogeneità ed alle, ancor più gravi, urgenze di nuove identità.

“I resti di Bisanzio” non è ritratto del Salento, tantomeno della Puglia, non vuole essere una strizzata d’occhio al sud d’Italia o del mondo, non si arruffiana alle questioni meridionali e non spalleggia i rinnovati interessi mediterraneocentrici: è solo una radiografia intima di quella zolla geografica chiamata Capo di Leuca, tanto intima da risultare privata, pornografica, tanto da escludere paradossalmente la visione pubblica – se l’occhio è quello bendato dal gusto esotico –, da eludere gli astanti che non nutrono dubbi ed hanno gambe forti e ben salde, impettiti e non disposti a farsi trascinare giù, sempre più giù nel fondo più profondo degli abissi carnali che ardono sotto le nostre stesse ceneri.

FILM FESTIVAL
50° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro – Concorso Pesaro Nuovo Cinema, Pesaro (Italia) 2014.
39° Laceno d’oro, Avellino (Italia) 2014.
12° DocLisboa, Lisbona (Portogallo) 2014.
3° Salerno Doc Festival, Salerno (Italia) 2014 – 1° Premio.
16° Festival del Cinema Europeo, Lecce (Italia) 2015.
Invisibili Province #1, Torino 2015.
16° Maremetraggio, Triete 2015.
10° Lecce Film festival / Cinema Invisibile dal Mondo, Lecce 2015 – Miglior Fotografia.