PROGRAMMAZIONE CONCLUSA
Ioanis Nuguet
Un film di Ioanis Nuguet. Con .
Titolo originale id. Documentario, durata 81 min, colore - Francia, 2014 - Perso Film Festival.

Spartacus e Cassandra. Terzo appuntamento con i film premiati della scorsa edizione del Perso Film Festival.

A 13 anni Spartacus ha già un passato significativo alle spalle, dal trasferimento dalla Romania alla Francia ai primi furti di autoradio, fino ai segni indelebili lasciati da genitori incapaci di prenderlo per mano. Unico conforto la sorellina Cassandra, tre anni più giovane, con cui unire le forze e innescare un gioco per cui, paradossalmente, sono i figli a dover guidare i propri genitori. A dar loro man forte è Camille, giovane trapezista che li accoglie nella sua tenda da circo, e così iniziano a combattere in tre. E intorno a combattimenti e battaglie ruota Spartacus e Cassandra, esordio alla regia di Ioanis Nuguet, giovane documentarista francese che ha vissuto gli ultimi 4 anni della sua vita insieme a una comunità Rom. Battaglie legali per l’affidamento dei due bambini a una famiglia in grado di garantirne istruzione ed educazione, e conflitti interiori, tra il sogno ad occhi aperti di un futuro diverso e il vincolo affettivo incancellabile con un padre alcolizzato e violento e una madre con problemi mentali, ridotti a vivere per strada.
Il docu-film di Nuguet è un’opera sorprendente per tematica e messa in scena. Il regista francese affida agli occhi di due fratellini Rom un’analisi dura e commovente di una società che si trova perennemente a fare i conti con la questione dell’integrazione. Riuscendo a calarsi in profondità nella psicologia dei protagonisti, Nuguet mostra il coraggio e i sogni di due bambini che sembrano voler ridurre le distanze tra culture diverse, facendo propri i desideri e le passioni dei coetanei francesi, e rivendicando il diritto a una vita “normale”. Due giovani anime contagiate troppo presto che sembrano però ritrovare purezza e innocenza perdute nel contatto con una natura “madre benevola”, con cui entrano in perfetta armonia tramite un meccanismo di immagini, musiche e voci fuori campo che ricordano, con minor liricità e maggior realismo, il cinema di Terrence Malick. Ma alla natura benevola fa da contraltare una società maligna, troppo rigida e inflessibile, che estingue ogni speranza e non lascia alcuno spazio all’espressione, e sforzi e delusioni dei due fratelli Rom sono racchiusi nel rabbioso e disilluso rap finale di Spartacus.