15 - 20 dicembre
ORARI (click per mostrare/nascondere)
venerdì 15ven
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  • 21:30
sabato 16sab
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domenica 17dom
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lunedì 18lun
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  • NON PROGRAMMATO
martedì 19mar
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  • 21:30
mercoledì 20mer
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  • 21:30
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* Mercoledì 13 e 20 VOST (inglese con sottotitoli in italiano) ingresso al prezzo speciale di € 4,00
George Clooney
Un film di George Clooney. Con Matt Damon, Julianne Moore, Noah Jupe, Glenn Fleshler, Alex Hassell, Gary Basaraba, Oscar Isaac, Jack Conley, Karimah Westbrook.
Titolo originale Suburbicon. Commedia, durata 105 min, colore - USA, 2017 - 01 Distribution.

Suburbicon. Scritto dai Fratelli Coen, diretto da George Clooney il film è stato presentato alla ultima Mostra del Cinema di Venezia. 

Suburbicon, la black comedy diretta da George Clooney da una vecchia storia dei fratelli Coen, nasconde sotto l’apparenza idilliaca un’implacabile ferocia, dipingendo il meglio e il peggio dell’umanità nelle azioni della gente comune. Il film è lo specchio ideale di un gioioso sobborgo californiano degli anni 50, fatto di casette allineate, giardini curati, gonne a ruota, occhialoni e colletti abbottonati, quasi quanto i suoi impeccabili abitanti.
Il più abbottonato di tutti è il protagonista Gardner Lodge (Matt Damon), uomo di specchiata virtù che abita insieme alla sua famiglia in una delle villette pastello costruite con lo stampino. La sua pacifica esistenza viene stravolta da una brutale violazione di domicilio, sarà allora che, riscontrando la stessa lentezza e placidità nelle attività investigative, deciderà di farsi giustizia da solo. L’uomo perbene, consumato dal ricatto e dalla vendetta, è il primo a svelare la maschera di conformismo e ipocrisia che nasconde le meschinità della periferia e della natura umana. Nel cast anche Julianne Moore, Josh Brolin e Oscar Isaac.

Suburbicon nasce nel 1986 come sceneggiatura di Ethan e Joel Coen e diventa nel 2005 un film da affidare a Clooney regista e attore.
Nel 2015 George decide di uscire dal cast, chiamando al suo posto, nel ruolo del protagonista, Matt Damon e invertendo la tendenza ad apparire, in parti più o meno significative, nelle sue stesse opere.
Al copione dei talentuosi fratelli (dai quali è stato diretto in Fratello, dove sei? Burn After Reading e Ave, Cesare!) l’autore di Good Night, and Good Luck fa contribuire il suo fido collaboratore Grant Heslow e chiama a recitare Julianne MooreOscar Isaac e Woody Harrelson, che però esce subito di scena. Arrivano quindi Glenn Fleshler, il piccolo Noah Jupe e una serie di altri interpreti e si comincia a girare, pronti per conquistare le sale americane nell’autunno 2017 (l’uscita al cinema in Italia del film è prevista per il 14 dicembre).
Presentato in concorso al 74esimo Festival di Venezia, Suburbicon è sì una dark comedy e un’incursione nei Fifties – “culla” di un sogno americano dai colori pastello – ma, come ogni film di Clooney, ha una forte connotazione politica. Nella sua condanna dell’intolleranza e del razzismo molti hanno visto una critica agli Stati Uniti di Donald Trump, e in effetti il regista ha pensato alla campagna elettorale del Presidente e al suo atteggiamento verso messicani e musulmani, come ha spiegato in più di un’intervista. La più importante ispirazione arriva però dalla triste storia di William e Daisy Meyer, coppia afroamericana che nel 1957 traslocò a Levittown, in Pennsylvania, scatenando le proteste della comunità bianca. Su di loro sono ricalcati (e si chiamano come loro) i personaggi della mamma e del papà di colore che diventano i vicini di casa dei Gardner e che subiscono attacchi sempre più violenti.
Ecco, se c’è una parola che si associa bene con Suburbicon, è “escalation”. Via via che la vicenda va avanti, infatti, il cinismo aumenta, togliendo spazio alla comicità, la cattiveria si impone e la crudeltà si scatena.
Proprio questa “progressione” è l’elemento che ha appassionato al progetto Julianne Moore, attratta da una storia “sempre più dark e alla fine nerissima e costellata di gente brutta che fa cose brutte”.
Quanto a Matt Damon, che dopo un intenso periodo di lavoro intendeva fermarsi, non ha potuto dire di no al film per due ragioni: il ruolo gli sembrava divertentissimo e, dopo aver condiviso con l’amico George 7 set, semplicemente non poteva rifiutare la sua proposta di entrare nel cast di Suburbicon, anche perché, invece di girare ad Atlanta, come inizialmente previsto, Clooney aveva stabilito di effettuare le riprese a Los Angeles.