14 - 20 novembre
ORARI (click per mostrare/nascondere)
giovedì 14gio
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venerdì 15ven
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sabato 16sab
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mercoledì 20mer
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  • 17:30
Mercoledì 20 proiezione al prezzo speciale di € 4,00
Un film di Veit Helmer. Con Predrag 'Miki' Manojlovic, Denis Lavant, Chulpan Khamatova, Ismail Quluzade, Paz Vega.
Titolo originale The Bra. Commedia, durata 90 min, colore - Germania, Azerbaijan, 2018 - Lab 80 Film.

The Bra – Il reggipetto. Diretto da Veit Helmer e sceneggiato dallo stesso con Leonie GeisingerThe Bra – Il reggipetto racconta la storia di un macchinista che, sul punto di andare in pensione, trova un reggiseno sul suo treno e comincia a ricercarne la proprietaria tra le minuscole case di Baku. Tutto ha inizio con un treno merci che percorre i grandi prati sotto le montagne del Caucaso. Nella cabina Nurlan, il macchinista, guida il treno lungo il percorso che passa attraverso un angusto quartiere di Baku, dove il tracciato dei binari è così vicino alle case da corrispondere esattamente alla strada che separa tra loro i modesti edifici. La vita del quartiere si svolge sui binari: gli uomini bevono il tè seduti ai tavolini posti sulle rotaie, le donne stendono i panni su fili sospesi sopra il tracciato ferroviario. Quando il treno passa, gli abitanti si alzano, raccolgono frettolosamente i loro oggetti, scappano nelle case e tutto ciò che resta viene intercettato dalla carrozza guidata da Nurlan. Lui, a fine giornata, raccoglie gli oggetti rimasti attaccati al treno e li riporta ai loro legittimi proprietari: lenzuola, palloni, piume di pollo. L’ultimo giorno di lavoro, in procinto di andare in pensione, trova attaccato al tergicristalli un oggetto inusuale: un reggiseno. Nurlan lo mette nella sua valigia e lo porta nel villaggio di campagna in cui vive. Nei giorni a seguire, pensare alla donna che ha perso quel reggiseno gli toglie il sonno. La grande solitudine in cui vive lo spinge infine a mettersi alla ricerca della sua proprietaria: una ricerca che si rivelerà difficile, buffa, commovente, e che per lui finirà per coincidere con la ricerca di amore e appartenenza.

Con la direzione della fotografia di Felix Leiberg, le scenografie di Bacho e Mukhran Makharadze, i costumi di Mehriban Effendi e le musiche di Cyril MorinThe Bra – Il reggipetto è una commedia senza dialoghi, che è stata così presentata dal regista: “The Bra – Il reggipetto inizia senza dubbio come una commedia ma poi il protagonista, il macchinista Nurlan, incappa in esperienze che possiamo definire tragiche. Ma è anche una storia d’amore, una storia d’amore con un finale inatteso. Sono stato ispirato dalla vicinanza della capitale dell’Azerbaigian, Baku. Lì, in una zona in particolare, i binari dei treni sono così incredibilmente vicini alle case che vengono usati come strade e luoghi di aggregazione. Gli abitanti di quest’area chiamano il loro quartiere “Shangai”. La vita si svolge sui binari, dove i treni passano varie volte al giorno. Questi luoghi mi hanno suggerito di scrivere una storia su un macchinista solitario che, al termine della sua giornata di lavoro, riporta ai legittimi proprietari gli oggetti che il treno durante la giornata ha intercettato passando. Appena prima del suo pensionamento, il macchinista trova un reggiseno. Il film racconta l’avventurosa ricerca della sua proprietaria. L’Azerbaigian mi ha sempre affascinato. É come se fosse perso da qualche parte tra Europa e Asia e nonostante la distanza da Russia, Armenia o Iran, è un luogo in cui si incrociano diverse culture e religioni. Musulmani, cristiani ed ebrei vivono fianco a fianco in pace. Per anni ho voluto girare a Khinaliq, il più alto luogo abitato d’Europa. Ma quando ho visto il quartiere “Shangai”, a Baku, è scattato qualcosa in me e ho deciso di mettere insieme i due luoghi, raccontarli in un’unica narrazione. Già nel 2014 sono stato avvisato del fatto che il quartiere Shangai sarebbe stato demolito. Nel 2017 abbiamo ottenuto il finanziamento per il film e ho potuto girare, appena prima che tutto venisse distrutto”.

“Ho scelto di fare un film senza dialoghi perché considero il parlato un modo per raccontare storie non-filmico”, ha proseguito il regista. “Il cinema è essenzialmente fatto di storie che vengono narrate attraverso immagini e suoni. Ma non si può semplicemente eliminare i dialoghi dalla sceneggiatura, perché la storia perde senso. I film senza dialoghi devono essere concepiti proprio in quanto tali. Questo comporta un lavoro notevole nella scrittura. Ma credo che il risultato sia qualcosa di unico per il pubblico che guarda il film. In un film senza dialoghi, si può mettere musica ovunque, è facile. Penso però che le persone siano stanche dell’utilizzo di troppa musica, la televisione ha su questo la sua responsabilità. La musica diventa preziosa quando viene usata con misura. Ho dovuto corteggiare a lungo Cyril Morin ma per The Bra – Il reggipetto gli ho chiesto di lavorare con me davvero tanto tempo prima di iniziare il film, in modo da trovarlo libero da altri impegni. Lavorando insieme ci siamo resi conto, non senza sorpresa, che i suoni orientali e dell’Europa dell’Est semplicemente non funzionavano. Perché le immagini esprimevano già abbastanza il fatto che la storia fosse ambientata in questo luogo così inusuale. Era più importante sottolineare i sentimenti e le emozioni dei protagonisti. Per i personaggi femminili, ad esempio, ho riscoperto vecchie canzoni pop dell’Azerbaigian, che abbiamo sentito alla radio o in registrazioni datate”.