29 - 30 settembre
ORARI (click per mostrare/nascondere)
martedì 29mar
29
  • 19:00
    *
mercoledì 30mer
30
  • 19:00
    *
* Proiezione in VOST (inglese con sottotitoli in italiano)
David Lynch
Un film di David Lynch. Con Anne Bancroft, John Hurt, Anthony Hopkins, John Standing, John Gielgud.
Titolo originale The Elephant Man. Drammatico, durata 124 min, b/n - USA, Gran Bretagna, 1980 - Cineteca di Bologna.

The Elephant Man. Restaurato nel 2020 da StudioCanal a partire dal negativo originale con la supervisione di David Lynch. Plurinominato agli Oscar 1981, Premio César 1982 come Miglior Film Straniero.

La storia di John Merrick, l’uomo elefante, il freak della Londra proto-industriale, serve a Lynch per due motivi: mostrare il lato intimamente mélo del suo cinema e trovare una via d’entrata a Hollywood. The Elephant Man è ibrido e tragicomico come il suo protagonista, da una parte trascina al pianto il grande pubblico e dall’altra fa saettare schegge di orrido e memorie di Tod Browning.
Non meno ancestrale e traumatico di EraserheadThe Elephant Man si ‘nasconde’ dietro il film di malattia anni Ottanta per costruire una nuova riflessione sul visibile e sull’orrore. (Roy Menarini)

Londra, seconda metà dell’Ottocento. A causa di una malattia molto rara, la neurofibromatosi, che gli ha dato sembianze mostruose, il giovane John Merrick viene esposto come “uomo elefante” nel baraccone di Bytes, un alcolizzato che campa sfruttando la sua mostruosità e lo tratta come una bestia. E’ qui che Merrick viene scoperto dal dottor Frederick Treves, un chirurgo del London Hospital che convince Bytes a cederglielo per qualche tempo in modo da poterlo studiare e curare. Portato in ospedale e presentato a un congresso di scienziati, John si rivela ben presto agli occhi di Treves come un uomo di intelligenza superiore e di animo raffinato e sensibile. Mentre a lui si interessano sinceramente gli aristocratici londinesi, la principessa Alexandra e la famosa attrice di teatro Madge Kendal, il fuochista dell’ospedale tenta di sfruttare la sua presenza mostrandolo a pagamento a gente in cerca di emozioni. La notte stessa in cui John subisce un’incursione di avvinazzati e di donnine, condotti nella sua stanza dal fuochista, Bytes riesce a entrare non visto e a riprendersi “il suo tesoro”, come egli chiama Merrick. Portato sul continente, il poveretto viene di nuovo esibito come una curiosità da baraccone, picchiato e rinchiuso nella gabbia delle scimmie finché, mossi a compassione, alcuni suoi compagni di “lavoro” lo liberano e John, con il volto coperto da un cappuccio, torna a Londra. Ma il destino ha ancora in serbo per lui gioie e dolori.

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