L’oro del Reno al Fuori Post

Lorenzo Pullega sbarca al Fuori Post per presentare L'oro del Reno

L’oro del Reno al Fuori Post

L’ORO DEL RENO: INTERVISTA A LORENZO PULLEGA

 

 

Di quale Reno stiamo parlando? Non fraintendiamo, please. Qui non siamo nel cuore dell’Europa, ma in Emilia Romagna. 211 chilometri di fiume che nasce in Toscana e si tuffa in mare nei pressi di Ravenna. Un fiume che Lorenzo Pullega guarda da sempre scorrere fuori dalla finestra di casa sua, a Casalecchio di Reno (naturalmente). “Se vogliamo trovare un punto di partenza lo troviamo appunto qui, nel fatto che il fiume Reno è parte della mia vita”: così esordisce al Fuori Post il giovane regista che con questa sua opera prima è passato in concorso a Rotterdam e ha vinto il premio ‘miglior regia’ al Bifest 2025.

Guardare L’oro del Reno è farsi trasportare da una corrente che trascina con sé storie dentro la Storia, visi e volti ed epoche, in un flusso inesauribile che intercetta stili e generi differenti. “Il mio amore per il cinema nasce con l’horror, spiando mia sorella che guardava con gli amici L’esorcista, e con la folgorazione di Sam Raimi e la trilogia de La casa perché mi dava la sensazione che fosse possibile fare film. E poi Robert Altman, amo i film corali e forse L’oro del Reno è proprio questo. Il primo Avati come La casa dalle finestre che ridono. Non amo le citazioni, ma rivedendo il film tante cose del mio inconscio cinefilo ci sono finite dentro, senza volerlo, ma sì, ci sono”.

Un film di grande luminosità e profondo buio: “Era un film che doveva passare attraverso momenti di luce e di comunione come nel caso del popolo del Sole o della scena con le mondine; e attraverso momenti di oscurità e mistero. Tutto il film tende verso il mistero e tenta di afferrare qualcosa che sfugge dalle mani. Questo volevo che si percepisse in entrambe le ambientazioni. Il non afferrare faceva parte della ricerca e della tensione del film”.

Le storie che racconta L’oro del Reno a volte sono tracce fantasma che vengono risvegliate (come nella parte termale da belle epoque), ma sempre con una base di realtà, di racconti veri e tramandati, di storie realmente accadute a un passo dal fiume. “Io parto da una base di realtà quasi documentaristica che presto collassa. Una scelta che voleva portare a una dichiarazione: per raccontare dovevo abbracciare il falso e l’invenzione. A parte le mondine siamo di fronte a storie che ho nella memoria. L’apparente quiete del Reno contrasta con la sua capacità di fare danni. E questo era un aspetto che mi interessava. La stessa Emilia è una regione che si presenta in maniera quieta, giocosa, gaudente, ma ha in sé delle linee sotterranee inquietanti. Ed eccoci che torniamo al cinema di Pupi Avati”.

Un film che trabocca di volti perfetti, tutti non professionisti, tutti calati nella loro dimensione di abitatori acquatici. Tra questi spicca però anche qualche faccia conosciuta, come una inattesa Eva Robins! “Lei vive in centro a Bologna e se ne va spesso a prendere il sole a Casalecchio. Si mescola con questa comunità (Il popolo del Sole) che ho scoperto per caso e che mi ha talmente tanto colpito che il film in origine doveva essere centrato solo su di loro: si sarebbe dovuto intitolare The river. Saggi scambisti. Verticalità e orizzontalità perfetta. Quando li ho incontrati ho trovato appunto anche Eva. Mi sono messo a intervistarla e ho capito che sarebbe dovuta essere la regina di questa tribù”.

Ma insomma come facciamo a incasellare L’oro del Reno? Che visione è? “Ho studiato varie tecniche per definire il mio film. Credo di poter dire che è un viaggio nelle storie lungo un fiume. Automaticamente nel viaggiare, nel salpare, si incontrano tante cose e l’obiettivo era portare lo spettatore all’abbandono, in una corrente che ad ogni svolta, dietro ogni angolo, potrà portarti altrove. Io lo considero un film molto lineare, nulla ritorna, è tutto un avanzare, per scoperte e direzioni che ti fanno vedere cose nuove di volta in volta. Per quel che mi riguarda mi sono detto: come fare un film con un protagonista invisibile? Un film per appunti e apparizioni? Mi sono risposto che seguire un fiume sarebbe stata la risposta e semplicemente mi sono ‘buttato’

Programmazione

Guarda il video

Gallery

PULLEGA_1
PULLEGA_3
PULLEGA_6
PULLEGA_7
PULLEGA_9
PULLEGA_12
PULLEGA_14
Logo PostMod News

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla PostMod News e ricevi direttamente nella tua casella email informazioni esclusive su nuove uscite, anteprime, eventi speciali e tanto altro.

Accetto laprivacy policye lacookie policydel sito.

Anonima Impresa Sociale soc. Coop. a r.l. - via del Carmine, 4 - 06122, Perugia - P.Iva 03397150545anonimaimpresasociale@pec.itCookie PolicyPrivacy Policy