Paternal leave al FuoriPost

Alissa Jung e Luca Marinelli presentano Paternal leave al FuoriPost

Paternal leave al FuoriPost

PATERNAL LEAVE: INTERVISTA A LUCA MARINELLI E ALISSA JUNG

 

Arena Barton Park al limite della capienza. Quasi ottocento persone per assistere a Paternal Leave l’esordio da regista di Alissa Jung che è salita sul palco insieme a suo marito, un certo Luca Marinelli, protagonista della pellicola insieme all’esordiente Juli Grabenhenrich: storia di una figlia che parte da Berlino per incontrare il padre che non ha mai conosciuto, lo raggiunge sul litorale ravennate e in settantadue ore di convivenza lo costringe a fare i conti con un’assenza lunga quindici anni.

 

Una storia familiare che Alissa inseguiva da molto tempo: “Nel titolo c’è un gioco di suoni e significati: il leave del lasciare, ma pure il congedo parentale che somiglia a un momento di sospensione dalla realtà, fino all’assonanza con love perché di amore stiamo parlando. Volevo esplorare il rapporto genitore/figlio che ci accompagna tutti e che ho visto da tutte le prospettive. Un rapporto pieno di amore, ma che può generare anche tanto dolore; un rapporto dove ci si può ferire in un attimo. Non c’è nulla di autobiografico e questo è un po’ il bello dell’arte: possiamo raccontare una storia che è finzione, ma poi accorgerci che dentro quella finzione stiamo esplorando i nostri sentimenti.”

 

Parla Luca Marinelli: “Sono convinto che se Alissa avesse potuto scegliere il suo protagonista avrebbe preso Jude Law e non il sottoscritto. A parte gli scherzi posso dire che ricordo esattamente dov’ero quando ho letto l’ultima pagina della sceneggiatura: ricordo anche l’emozione e il desiderio di poter far parte del progetto. Peraltro tra quello che ho letto e il film che è stato, pochissimo è cambiato: lo spirito forte di quella prima lettura l’ho ritrovato ogni giorno sul set. Di solito da attore si fa sempre questo regalo di fiducia verso un regista perché magari è una persona che conosci artisticamente, ma umanamente non così tanto. E invece con Alissa conoscevo tutti e due i livelli allo stesso modo e non ho fatto nessun tipo di fatica, nessun dono, tutto c’era già”.

 

Alissa poi si sofferma sulla giovane co-protagonista: “Juli ha mostrato un enorme coraggio e un continuo tentativo di non fingere. In una relazione apparentemente impari, tra un attore navigato e una esordiente. Questa distanza però si è convertita subito in vicinanza e tutto è stato semplice”. Aggiunge Luca: “Con Juli nulla accadeva se non c’era naturalezza, l’asticella dell’onestà è sempre stata altissima e questo è stato uno sprone anche per me. E poi lei è un grande talento, nella vita è l’esatto contrario del suo personaggio, è gioia pura, non ha ombre. La mia speranza è che continui a fare questo lavoro perché è nel suo destino”.

 

Paternal Leave lambisce gli scenari di un mare che Antonioni ha reso celeberrimo con Il deserto rosso. Siamo a Marina Romea, uno spazio che Alissa Jung ha incontrato quasi per caso: “Tutta colpa di mia figlia. Eravamo a Bologna e lei voleva surfare. Abbiamo semplicemente cercato il mare più vicino. Lì è come se avessi visto materializzarsi questo padre che si nasconde dietro una duna per ripararsi dal mondo esterno, per isolarsi, per non essere trovato. E ho sentito che la storia si sarebbe dovuta svolgere lì”.

 

Dal pubblico una bella domanda sull’essere genitori. Alissa si sofferma sulla stesura della sceneggiatura, racconta che il suo Paolo era molto più stronzo di come poi è venuto fuori: “L’idea del padre forte è un limite della nostra società. Può esistere un padre più debole, e forse se questa immagine fosse tollerata e non condannata, la fuga che racconto non avrebbe mai avuto luogo. Se Paolo è fuggito è anche perché il mondo ha aspettative che non tutti sentono di poter soddisfare nel qui e ora.”; Luca aggiunge: “La mia scena preferita del film è il finale, quella in cui la figlia fa cenno di no, chiede al padre di restare dove sta. Tutto è rimandato al futuro. Perché credo che la bellezza di questo racconto sia proprio lo scoprire la centralità di un dialogo, che non vuol dire necessariamente trovare una soluzione a tutto, quel che conta è essere immediatamente visti, riconosciuti quali parte di una relazione.”

 

L’ultima domanda arriva da un ragazzo appena uscito da un’accademia di teatro: “Cosa consigliate a chi vorrebbe affacciarsi nel vostro mondo, fare il vostro mestiere…?”

“Devi saper tener duro perché è una realtà che ti dice mille volte ‘no’!” chiarisce Alissa. “Non è una strada facile. Perciò non bisogna dubitare di se stessi, piuttosto rendersi conto che si tratta di un mondo particolarmente stronzo”. “Sottoscrivo”, interviene Luca Marinelli: “…e aggiungo di fare le cose rispettando se stessi. Sempre. E quando invece sentiamo che è giusto cercare di andare sempre fino in fondo”.

Programmazione

Guarda il video

Gallery

MARINELLI_JUNG_LOW_5
MARINELLI_JUNG_LOW_6
MARINELLI_JUNG_LOW_31
MARINELLI_JUNG_LOW_34
MARINELLI_JUNG_LOW_36
MARINELLI_JUNG_LOW_37
MARINELLI_JUNG_LOW_39
MARINELLI_JUNG_LOW_42
MARINELLI_JUNG_LOW_49
MARINELLI_JUNG_LOW_50
MARINELLI_JUNG_LOW_52
MARINELLI_JUNG_LOW_53
MARINELLI_JUNG_LOW_54
MARINELLI_JUNG_LOW_56
MARINELLI_JUNG_LOW_59
MARINELLI_JUNG_LOW_60
MARINELLI_JUNG_LOW_61
Logo PostMod News

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla PostMod News e ricevi direttamente nella tua casella email informazioni esclusive su nuove uscite, anteprime, eventi speciali e tanto altro.

Accetto laprivacy policye lacookie policydel sito.

Anonima Impresa Sociale soc. Coop. a r.l. - via del Carmine, 4 - 06122, Perugia - P.Iva 03397150545anonimaimpresasociale@pec.itCookie PolicyPrivacy Policy