lunedì 17 giugno
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lunedì 17lun
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  • 21:00
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* Proiezione in VOST (curdo / svedese / inglese con sottotitoli in italiano)
Un film di Kordo Doski. Con n.d..
Titolo originale n.d.. Documentario, durata 91 min, colore - Canada, Iraq, USA, Svezia, 2023 - CineAgenzia.

Allihopa: The Dulkurd story. Racconto corale di una squadra di calcio nata come progetto sociale di una comunità di rifugiati in Svezia e diventata simbolo di unità per un popolo disperso.   

L’eccezionale racconto di come la squadra di calcio del Dalkurd, nata come progetto sociale in una cittadina operaia di provincia svedese, sia diventata di fatto la squadra nazionale del Kurdistan. Fondato da rifugiati curdi per aiutare i giovani ad ambientarsi nella loro nuova patria, il Dalkurd è diventato simbolo di speranza e unità per milioni di curdi in tutto il mondo. La trascinante cronaca segue la squadra curdo-svedese nell’impresa di entrare nella storia del calcio europeo, con una scalata senza precedenti attraverso il calcio dilettantistico e professionistico. Al grido di ‘Allihopa’: “tutti assieme”.

«Sono un attore, raccontare è sempre stata la mia passione, ma ho sempre trovato frustrante la mancanza di rappresentazione e i ritratti negativi di alcune minoranze, e questo mi ha spinto usare il cinema per condividere le nostre storie. Allihopa è stata una perfetta combinazione di fattori personali e professionali che mi hanno ispirato a condividere una storia unica. Attraverso questo film, mi propongo non solo di raccontare la comunità curda, ma anche di sfidare gli stereotipi, e promuovere empatia e comprensione tra culture. Mia moglie Lina proviene dalla stessa zona della Svezia in cui è stato fondato il Dalkurd, e suo padre era un grande appassionato di calcio. Il Dalkurd quindi ci ha uniti, e questo ha reso tutto ancor più avvincente. All’inizio del 2017 abbiamo deciso di trasferirci in Svezia, in quel periodo ho avuto modo di conoscere il Dalkurd da vicino. Più li vedevo giocare, più mi sentivo obbligato a raccontare la loro storia. Ho contattato Pasha e Rawez e in solo pochi giorni mi hanno conquistato. Rappresentavano un lato essenziale di me, sia come atleta, perché anch’io ho giocato a calcio, che come persona. E poi ho incontrato Rewan, che non solo viene dalla mia stessa città in Kurdistan, ma abbiamo scoperto di essere addirittura parenti. È stato l’ennesimo segno del destino, ho capito che questa era la storia che dovevo raccontare.» – Kordo Doski

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