di Nanni Moretti

Succederà questa notte

Drammatico | Italia, Francia, Spagna | 2026 | 103 min | T
Succederà questa notte

Succederà questa notte. Il ritorno di Nanni Moretti alla Mostra del Cinema di Venezia con un film struggente che sembra pensato, scritto e realizzato contro il tempo. Ma che allo stesso tempo si autoalimenta di una predestinazione romantica sorprendente.

Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?” Succederà questa notte. Eppure quando alla fine si incontrano i due amanti sul ponte è alla luce del giorno, quasi contraddicendo titolo e linea di dialogo del film. Come a voler dire che nella vita, e nel cinema, le cose non combaciano mai fino in fondo, ma vivono di scarti, deviazioni, piccole increspature che non arrivano mai all’accordo compiuto ma che proprio per questo motivo possono raggiungere irrazionalmente il cuore e il mistero delle cose.

Del resto a quale storia o a quale amore dobbiamo credere? A quale cinema abbiamo ancora il tempo di credere? Certo è paradossale che un cineasta come Nanni Moretti, che per decenni ha fatto del controllo ossessivo (del gesto, della scrittura, dello stile e della sua dimensione pubblica) il nucleo della sua opera, si sia ormai arreso all’imperfezione, allo scarto, alla commovente e ineluttabile deriva degli affetti e delle relazioni, e, conseguentemente del cinema che li racconta. Già. Quando il figlio chiede al padre Matteo (Garrel) come si capisce quando si è innamorati, lui non sa rispondere se non facendo riferimento alle parole di un padre che non c’è più. E probabilmente bisogna essere un po’ pazzi o semplicemente imperfetti per amare un film prezioso e sbilenco come quest’ultimo di Nanni Moretti. “Hai detto che sono la donna giusta per te” dice la Trinca a un certo punto a Garrel. “Non giusta. Perfetta!” risponde lui, facendo il verso alle celebri ossessioni del “giovane” Moretti, ma scontrandosi inevitabilmente anche con il loro fallimento, con l’impossibilità di questa proiezione amorosa “perfetta”, che non si incarna mai nel momento giusto. E infatti Matteo e Greta (Trinca) vivono una storia d’amore fuori dal tempo. I due si incontrano non a caso in un campo da tennis, ovvero in uno spazio geometrico preciso, praticando però uno sport che fa della contingenza e dell’imprevedibilità del tempo la sua regola essenziale. Ed è incontro, su cui il film torna compulsivamente, che varia a seconda di chi lo racconta, di chi lo ricorda, e che nasconde in nuce la possibilità di tanti film diversi.

E così tutto Succederà questa notte ha la fragilità astratta di un film fuori dal suo tempo (politico, sociale, emotivo). Moretti si incunea in una ipnosi truffautiana e surreale di amour fou, che però è la sua unica, possibile, dichiarazione d’amore (politica) oggi. Trova nello straordinario Louis Garrel il suo alter-ego fanciullesco, tragico e lunare, mentre a Jasmine Trinca – l’icona femminile di tutto il suo cinema del nuovo secolo – affida il ruolo di Musa nevrotica e sfuggente, in una sorta di secondo specchio (femminile) dell’autore che, dopo il controverso Tre piani, torna a confrontarsi con l’opera letteraria dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Il regista italiano insieme alle sceneggiatrici Federica Pontremoli e Valia Santella, recupera temi e racconti della raccolta Legàmi, facendoli confluire in un film corale dalla trama unitaria, che attraversa Oslo, la Spagna, ma soprattutto una Roma “mentale”, un po’ indecifrabile, autunnale, che anche stavolta diventa il set di un musical potenziale sulle note di She’s a rainbow dei Rolling Stones. Parte da un assunto cruciale e formidabile: ogni storia d’amore si porta dietro una storia di famiglia. Dietro ogni amante c’è un padre e una madre. Un figlio o una figlia. Un partner da conservare o da abbandonare. La memoria di qualcuno che muore o che sparisce o di un legame pieno di rimpianti per le occasioni mancate. Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi, reali o presunti.

Ma la verità essenziale è che si porta dietro un fascino struggente questo ultimo film di Nanni Moretti. Che sembra pensato, scritto e realizzato contro il tempo. Ma che allo stesso tempo si autoalimenta di una predestinazione romantica sorprendente. Come se, appunto, non ci fosse più tempo da perdere. E allora proprio per questo è necessario allungare il più possibile il tempo del cinema, magari per abbracciare allo sfinimento sulle note di Hungry Hearts di Bruce Springsteen un padre che tra poco non ci sarà più. O per immaginare/raccontare un incontro amoroso in un campo da tennis o in una libreria o in un reading teatrale. Tutto per inseguire una storia d’amore che forse non c’è mai stata. O forse sì. C’è stata. O forse, semplicemente…succederà questa notte.

recensione di Carlo Valeri pubblicata su Sentieri Selvaggi

Festival e Riconoscimenti

laurel83. Mostra del Cinema di Venezia

Concorso Internazionale

Dettagli

Anno
2026
Regia
Nanni Moretti
Durata
103 min
Genere
Drammatico
Distribuzione
01 Distribution
Colore
colore
Versione Originale
Italiano, Inglese, Francese
Classificazione
(T) Per tutti
Cast
Louis Garrel, Jasmine Trinca, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo, Nanni Moretti

Contenuti sensibili

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